Piobbico, un paradiso per gli appassionati di roccia

Le grotte di Piobbico e il mistero degli orsi delle caverne

Gli appassionati di trekking e speleologia qui a Piobbico troveranno pane per i loro denti… o, per meglio dire, roccia per i loro scarponi! Il territorio della città vanta infatti la grotta più profonda delle Marche, quella delle Tassare, posizionata sul versante nord-Est del Monte Nerone, verso Piobbico, di ben 445 metri di profondità. Essa è stata il teatro del primo esperimento compiuto dal noto “esploratore del tempo” Maurizio Montalbini, che qui si installò per qualche tempo, esperimento che in seguito ripeté restando per cinque mesi all’interno delle Grotte di Frasassi. Un’altra grotta è quella dei Cinque Laghi, scoperta nel 1982 dal gruppo speleologi di Città di Castello. Essendo il suo ingresso posizionato su una parete a picco, nascosto da un cespuglio, la grotta rimase a lungo nascosta all’uomo. Lunga circa 1 chilometro e con varie diramazioni, la Grotta dei Cinque Laghi, il cui nome deriva dalla presenza di alcuni laghetti al suo interno, presenta la medesime caratteristiche e peculiarità delle Grotte di Frasassi, con le suggestive stalattiti e stalagmiti, pur differendo dalle grotte di Genga per le dimensioni più modeste delle sue stanze. A causa delle difficoltà di accesso, la Grotta dei Cinque Laghi può essere visitata solo se si fa parte di un gruppo organizzato speleologico. A scoprire questa grotta fu Marco Bani, un vero e proprio appassionato di speleologia e trekking che durante il periodo estivo si accampa con una tenda, insieme ad altri esperti come lui, proprio sul Monte Nerone ed è sempre alla ricerca di altre grotte dislocate sul massiccio. Nel Museo Civico Brancaleoni, una sezione dedicata alla speleologia racconta anche la vita all’interno delle grotte del Monte Nerone: in una teca è stato infatti ricostruito il fondo della grotta così come gli studiosi l’hanno scoperta e studiata con reperti sui generis, ovvero sessanta scheletri dell’Ursus Spelaeus, l’orso delle caverne. Gli esperti non sanno ancora spiegarsi la presenza dei resti di questi animali: probabilmente, sostiene qualcuno, gli orsi si lasciavano morire in quella zona in particolare durante il periodo del letargo; altri hanno avanzato l’ipotesi che una frana abbia bloccato l’imbocco della grotta e gli orsi siano rimasti intrappolati all’interno. Infine, all’interno della Grotta delle Tassare sono stati ritrovati resti scheletrici di alcuni esemplari di orso bruno, scomparso anni fa dal Monte Nerone.

Piobbico

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