Terre Martiniane, la celebrazione del genio di Francesco di Giorno Martini a Mondolfo

Bastione Sant’Anna, doppia cinta muraria e castello: un itinerario alla loro scoperta

Se la Toscana è stata la terra che ha dato i natali al celebre architetto Francesco di Giorgio Martini, le Marche hanno rappresentato la sua terra d’elezione. In questi territori baciati dal mare, il genio di quest’uomo ha operato e Mondolfo, in particolare, occupa un posto d’onore, in quanto è uno dei pochi luoghi citati all’interno di un trattato scritto di suo pugno. A Mondolfo, infatti, Francesco di Giorgio ha realizzato un moderno sistema fortificato dato dalla rocca, poi atterrata, e dalle mura castellane. Per ricordare e celebrare l’uomo e le strutture da lui progettate ed edificate in tutta Italia, è nato il progetto Terre Martiniane, che comprende un insieme di luoghi, Comuni, Enti, Associazioni uniti nel nome dell’architetto e Mondolfo è capofila di tale programma, che oggi vanta oltre venti associati tra Comuni e organismi. Terre Martiniane vuol essere una testimonianza del passaggio dell’architetto, mediante un percorso virtuale in cui si racconta la storia di questo Ingegnario del Rinascimento. E così scoprendo Terre Martiniane, ci si imbatte in una originale caratteristica di Mondolfo, ovvero la doppia cinta muraria che proteggeva il borgo, una più antica di epoca tardo bizantina, su cui si innesta la seconda di età roveresca, con la tradizionale forma a mandorla, espressione delle teorie militari di Francesco di Giorgio Martini come le mura scarpate quali quelle al belvedere del castello, dove si domina l’Adriatico. Il Bastione Sant’Anna, un avamposto militare dalla caratteristica forma poligonale, è espressione militare del Cinquecento. Si tratta di una costruzione imponente, che andò a sostituire la torre originaria come rinforzo e collegamento di due tratti di cortina difensiva; nei sotterranei del forte, i locali espositivi di Terre Martiniane. Da non perdere il “giardino martiniano”, quel giardino all’italiana che spicca all’interno del bastione, posizionato nella zona più soleggiata di Mondolfo, dove, anche in relazione al monastero benedettino che quivi sorgeva, fu realizzata perfino una limonaia, una sorta di serra in cui conservare anche nei periodi più freddi piante come limoni e arance.

Mondolfo

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