Ci sono modi di fare le cose che abbiamo dimenticato, modi di apprezzare la vita che possiamo ricavare dal passato, fare nostri e usare per goderci meglio ogni attimo. Uno di questi modi è passeggiare in luoghi splendidi come Gradara con i passi cadenzati, calmi, regolari, in sincronia col proprio respiro: il passo uniforme e controllato che i soldati avevano durante i loro cammini di ronda, lungo i quasi ottocento metri di possenti mura che circondano Gradara. Un cammino che è possibile ripercorrere, almeno in parte, ancora oggi, tra torrette di controllo, feritoie e merlature, che passo dopo passo si aprono su spettacoli abbacinanti. Lungo questo perimetro sopraelevato la vista può abbracciare distanze inaspettate, tanto da raggiungere San Marino o la Rimini dei Malatesta, l’azzurro cristallino dell’Adriatico o le verdi distese del Parco del San Bartolo, che lambisce il comune di Gradara. Si può continuare questa marcia rigenerante anche scendendo dalla ruvida pietra e passando per una delle porte laterali del borgo, per raggiungere i vari sentieri che si snodano intono alla Rocca, o sedersi all’ombra delle foglie del Giardino degli Ulivi, oggetto di ricerca per la rarità del loro particolare ceppo. Gradara è anche centro di educazione ambientale, votato alla difesa e alla valorizzazione del proprio patrimonio naturale, che in poco spazio racchiude una vasta varietà di specie arboree, pronte ad essere illustrate dalle competenti guide a disposizione. Lo spettacolo non è solo a terra però: mentre si passeggia nel verde, può capitare di sentire versi decisi provenire dal cielo. Se si alza lo sguardo, d’estate è possibile ammirare gli splendidi volteggi di aquile e falchi del Teatro dell’Aria, centro di falconeria che offre magnifici spettacoli di quest’arte venatoria tanto diffusa nel medioevo, basata sulle capacità predatorie degli eleganti uccelli rapaci.
Gradara