Amor, ch’a nullo amato amar perdona

Gradara città dell’amore

L’amore è stato cantato da schiere di poeti nei secoli, rappresentato in ogni modo e ambientato ovunque. Eppure, “è in quel paese che siede tra Romagna e quel di Carlo” (Dante nel Purgatorio, per alludere alle Marche) che si svolge quella che è forse la più grande e struggente tra le storie d’amore. È il Castello di Gradara il teatro dove si sarebbe consumata la tragica vicenda di Paolo e Francesca, resa immortale dai versi vergati da Dante Alighieri nella sua Commedia. I fatti sono reali: Francesca da Polenta, figlia di Guido Signore di Ravenna, viene data in sposa allo sciancato Giovanni Malatesta, detto Gianciotto, in un matrimonio di interesse volto a consolidare il legame tra le due casate. Francesca è costretta a piegarsi, ma vive una storia clandestina con Paolo, fratello affascinante e cortese di Giovanni, tra le mura della Rocca dei Malatesta, a Gradara, dove Giangiotto passa solo di rado, impegnato nel pesarese ad espletare i suoi compiti politici. Ma un giorno i due vengono scoperti, e Giovanni li giustizia a fil di spada. Dante sublima la storia nella poesia. Il V canto dell’Inferno è dedicato alla storia dei due innamorati. Il trittico di terzine principiate dall’anaforico Amor rimane a distanza di secoli uno dei massimi vertici della poesia. Dante condanna l’adulterio dei due, ma persino nella tempesta infernale li ritrae inseparabilmente uniti. La Rocca e tutta Gradara sono immerse negli echi di quei versi. Nel verde che circonda la cinta muraria la passeggiata degli innamorati offre un itinerario romantico da fare mano nella mano tra i suoni della natura e gli splendidi panorami. Tatto, vista, udito, ma anche olfatto: una start up dell’Università di Camerino ha creato, con cura filologica e usando prodotti locali, due fragranze dedicate a Paolo e Francesca, create per abbinarsi alla loro personalità rispettivamente decisa e dolce, che possono combinarsi per dare vita a un terzo profumo, che unendo i due aromi ricrea la magia dell’abbraccio che nemmeno la morte ha spezzato.

Gradara

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