La storia tra miti e leggende

Quando i buoi si inginocchiarono al Duomo di Pergola

Era il 1234 quando gli eugubini, in continui transiti e notturne soste in quel di Pergola, lungo la Valle del Cesano, per raggiungere con i loro carriaggi il porto commerciale più vicino, Senigallia, decisero di allearsi con la Città e fortificarla. Il centro storico reca infatti le impronte dell’architettura medievale umbra del XIII secolo, dove gli edifici si distinguono per le caratteristiche “porte del morto”. Sono queste delle singolari aperture molte strette e a sesto acuto, dimensionate così per consentire l’uscita dall’abitazione di un feretro ma per essere altresì ottimamente difendibili in caso di invasione e di saccheggio, accadimenti non remoti in quel tempo. Tra i quartieri storici più emblematici della Città sono da ricordare quello delle Tinte e quello delle Conce, che testimoniano il forte tessuto economico delle corporazioni caratterizzante per secoli la cittadina. Tutt’oggi alcuni edifici conservano le peculiarità per i quali venivano impiegati (stanze adibite all’essiccazione o canali per lo scorrimento delle acque). Il XIII secolo racchiude in sé una storia che si perde nella tradizione e nella memoria della città. Si narra infatti che nei luoghi in cui trovarono sepoltura i martiri Secondo, Agabito e Giustina, nei pressi di un territorio detto Monte Vecchio di Serra Sant’Onda al confine con la Città di Gubbio, nel periodo compreso tra il 1240 e il 1261 si compì una serie di fatti miracolosi come buoi che si rifiutavano di arare la terra, genuflettendosi. Venne così scoperto il sepolcro dei Santi, ma l’immediata sorpresa degenerò in una accesa ostilità tra le Città di Gubbio, Gualdo Tadino, Spoleto e Amelia che si contendevano i resti dei martiri. Il vescovo di Gubbio decise, per placare i bollenti spiriti, di caricare le spoglie su un carro trainato da buoi senza alcuna guida e questi, allo storico incrocio tra le diverse città, senza dubbio alcuno girarono su loro stessi e scelsero Pergola, dove si inginocchiarono davanti all’allora chiesa di Sant’Agostino, oggi Cattedrale della Città. Proprio qui, ancora oggi, vengono gelosamente custoditi dai Pergolesi i sacri resti dei Santi e ogni anno si ricorda questo prodigioso arrivo con una Rievocazione Storica. Pergola si distingue anche per un altro fatto storico di rilevanza nazionale: fu la prima cittadina marchigiana a insorgere contro il governo pontificio nel 1860, durante i moti insurrezionali per l’Italia Unita, episodio che le valse la Medaglia d’oro al Risorgimento; e fu la prima Città italiana su cui, issato al Palazzo Municipale, sventolò con solenne orgoglio il Tricolore.

Pergola

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