Un piccolo gioiellino secentesco ricavato all’interno della ex chiesa dedicata a San Filippo Neri si nasconde in Piazza della Rovere, quasi a volersi sottrarre alla vista. Ma una volta scovato si rimane incantati da quella che è a tutti gli effetti una piccola bomboniera: è il Teatro Apollo che stupisce per l’eleganza naturale dei colori acquerellati e degli elementi floreali che adornano i suoi soffitti merlettati, e per il meccanismo ancora funzionante della platea che si solleva allineandosi al palcoscenico per le feste in maschera che tanto erano in voga. Il teatro conta non più di 70 posti e fu molto attivo nell’Ottocento, tanto che l’enorme afflusso di spettatori che qui giungevano fece sì che si costruisse Piazza della Rovere, inesistente nella prima metà del Seicento. Opere di inestimabile pregio sono conservate poi nella Pinacoteca Civica, divisa in quattro stanze tematiche, come l’incunabolo La Paulina, testo di Paulus de Middelburg, astronomo e umanista, in cui tratta la tematica della data della Pasqua, o la preziosa pala duecentesca raffigurante la Madonna in trono col Bambino e due donatori e la Crocifissione nella cuspide, dipinto di Olivuccio di Ciccarello da Camerino. Iconografia particolare, per il tema insolito trattato, è quella che ritrae la Morte di San Giuseppe, riconoscibile dai suoi attributi di falegname.
Teatro Apollo