Cagli è circondata da una natura rigogliosa e imponente che si lascia scoprire benigna. Partendo dal piccolo borgo di Pieia, dove gli abitanti si siedono ancora davanti alla graziosa chiesetta conversando gioviali in un’immagine da cartolina, si può raggiungere un luogo intriso di fascino. Attraverso un sentiero immerso nel verde che erompe dalle antiche rocce, si sale per un ripido ghiaione che costeggia la Grotta delle Nottole, nella cui ombra si nascondono, refrattari al sole, gli omonimi pipistrelli. Scavi condotti dall’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo hanno riportato alla luce al suo interno dei manufatti risalenti all’età del bronzo e conservati ora al Museo Archeologico di Cagli. Da qui si scorge già, in tutta la sua maestosa imponenza, l’arco di Fondarca. Si tratta di uno spettacolare arco roccioso, che funge da ingresso a un grande anfiteatro naturale, con pareti alte fino ad 80 metri.
Questo luogo suggestivo è ciò che rimane di un’antica, grande grotta a cui crollò il soffitto, lasciando così al suo posto la conformazione che oggi tanto ci stupisce. Sulle pareti interne sono state attrezzate diverse vie di arrampicata, facendo della zona una vera e propria palestra speleologica, tra le più belle della regione. Attraversando l’anfiteatro e uscendo dalla parte opposta, il sentiero si biforca: prendendo a destra è possibile salire sopra l’arco stesso, per provare l’emozione di passare da una parete all’altra attraverso un camminamento stretto ma alla portata di tutti. Se invece si continua dritti si arriva al di sotto di una falda sospesa che getta acqua tutto l’anno formando una cascatella di goccioline che stillano leggere, unendosi nella caduta al piccolo torrente Giordano che diventa poi un’affluente del Bosso.
In questo versante del Monte Nerone è quindi possibile godersi questa e tante altre passeggiate a contatto con la natura, percorrendo sentieri che si snodano nelle meraviglie di Cagli.
Pieia